C’è molto poco da stare allegri a Boscotrecase, non si sa di chi sia la colpa, non si capisce in quale modo sia stato possibile ma, Boscotrecase, è stato trasformato da paesino incantevole a borgo invivibile: non vi è un servizio pubblico che funzioni. Non è soltanto l’annosa questione dei rifiuti, del puzzo asfissiante della discarica, non è soltanto questione della Gori o della Tarsu, non si tratta solo delle strade come groviera, dei vicoli senza illuminazione o dall’illuminazione scarsa. Non è soltanto il degrado e l’incuria, con erbacce alte ovunque e zone devastate dall’abbandono con edifici lasciati marcire, non è soltanto questione di quel benedetto ponte che collega il paese a Torre Annunziata, unica via di fuga diretta laddove il Vesuvio decidesse di esplodere liberandosi dei rifiuti, leciti e illeciti, speciali e tossici assieme ai vigneti esclusivi. Non è questione soltanto dell’ospedale, anch’esso abbracciato da alte steppe come immerso in un deserto lontano dal centro abitato, o per i suoi locali a mezzo servizio. Non è questione soltanto del centro sportivo di Boscotrecase, comunale fino a qualche settimana fa e che ora non si capisce bene di chi è, chi lo dirige e sotto quale contratto o appalto e che sta suscitando infinite polemiche e liti tra le associazioni sportive del posto. Non è soltanto questione del cimitero, che non abbiamo, di una caserma, che farebbe tanto comodo, di una posta che funziona come una locomotiva a vapore di una Usl che, ma esiste ancora? Non è questione soltanto della strada Matrone, accesso prezioso al Vesuvio e che ora non appartiene più ai boschesi. Non è soltanto questione dell’incredibile vicenda legata alla scuola elementare di Boscotrecase, chiusa a singhiozzi fino all’anno 2009, quando venne chiusa definitivamente per permettere i lavori di riqualificazione e che nemmeno questo settembre 2010 riaprirà, costringendo, la vicina scuola media Cardinal Prisco ad riospitare i trecento e più alunni della scuola elementare a discapito di tutta l’organizzazione scolastica. Non è soltanto questione, quindi, dell’assoluta mancanza di un piano politico per il rilancio dell’economia locale, di una mancata politica volta al sociale, semmai, come diceva Totò è la somma che fa il totale. Ed è la somma di tutte queste questioni a rendere invivibile un paesino di poco più di diecimila anime.
Impiegati comunali che sembrerebbero, da quel che fanno, svolgono e decidono, avere più poteri, sui beni pubblici, del sindaco stesso. Una giunta che si palesa sorpresa, sbalordita, sconcertata ad ogni questione gli viene rivolta come, se la giunta stessa, non fosse a conoscenza della situazione catastrofica del paesino da loro, malamente amministrato. Non mi rivolgo a nessun politico di questa giunta, in quanto, per portare Boscotrecase a questo livello basso non possono essere bastati solo cinque anni di mala gestione, ma, molti, molti di più. Invece voglio rivolgermi ai cittadini per bene di Boscotrecase, quelli che lavorano in silenzio per il paese, a loro voglio dire, fatevi avanti, abbiamo bisogno di gente capace e soprattutto di un colpo di orgoglio.


